Massa critica è un ossimoro, anonima di-chi-sì-lu-son

 

Venerdì 28 settembre alle ore 19
si inaugura il progetto 1/Fmediaproject
che inizia il suo percorso con la personale di anonima di-chi-sì-lu-son “Massa Critica è un Ossimoro”.
Fino al 20 0ttobre dalle ore 17 alle ore 20,30.
La mostra, oltre ai lavori nuovi proposti all’interno di “Massa Critica è un Ossimoro”, e al video «Un saggio sulla videoart – taccuino d’appunti» propone anche alcuni dei video, tele e c/print storici del progetto a nome collettivo.


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Massa Critica è un Ossimoro“, è l’occasione per inaugurare il progetto 1/Fmediaprojet, inserito all’interno delle attività della Galleria studio.ra, il quale si occuperà in maniera sistematica di tutta quell’arte che, partendo da una base teorica riconducibile al Medialismo, si è evoluta nel tempo dando vita ad anonimati, nomi collettivi, gruppi, comunità ecc.
Il titolo della mostra prende le mosse da una riflessione sul grande qualunquismo che pervade oggi la nostra società. Il capitalismo diffuso, dopo aver smobilitato le culture locali per far posto alla sua produzione globale di beni materiali, ma anche e soprattutto di beni immateriali, oggi si preoccupa di allontanare sempre più le persone dal potere e dalla sua gestione. Non bastando gli intrattenimenti e i palinsesti che riempiono il tempo libero del cittadino medio, si è prodotto un lavoro certosino mirato alla demolizione della figura del politico e del valore della politica. In Italia, dopo oltre cinquant’anni di dominio paternalistico e familiaristico democristiano che la politica l’aveva ridotta ad un puro affare di scambio: tu ti fidi di me ed io ti do il benessere a basso costo; l’avvento dell’unto dal Signore, in poco meno di quindici anni ha demolito completamente il senso della politica, dell’etica, dello Stato come insieme di cittadini la cui convivenza è regolata da norme giuridiche e morali. Certo, Berlusconi è stato il portabandiera di questa tendenza, con il codazzo di avvocati, pregiudicati e di avvocati pregiudicati, che si è portato in parlamento, ma da destra è sinistra non si è udita una tromba, come direbbe il poeta. Insomma tutti un po’ complici: chi per ottusità culturale e politica, chi per malafede, chi per debolezza, si sono tutti messi in fila dietro alla bandiera, qualcuno in fondo, controvoglia, marciando senza tema contro la politica come professione, a favore di un qualunquismo partecipato. In questa situazione sono apparsi i soliti capi popolo che al qualunquismo si sono avvinghiati come piovre, tenendo la testa più in alto possibile per poter urlare «La politica è uno schifo, i politici sono tutti uguali, difendiamoci, sarò il vostro condottiero, difenderò i diritti dalla politica corrotta ecc» sono partiti lancia in resta. Il qualunquismo, essendo massa è spersonalizzato, è un’identità che si disperde in una non identità conformista, a differenza dell’anonimato che invece si radica nella negazione consapevole dell’identità, ponendosi criticamente verso il processo politico e culturale in atto. Soprattutto l’anonimato rinuncia alle identità che il sistema di volta impone attraverso la comunicazione (nel senso generale: dall’informazione, alla cultura, alla pubblicità), e si pone come strumento critico del contemporaneo, rifiutando il livellamento qualunquista. Come anticorpo critico, come antagonista necessario, per lo più anche utile, il sistema crea i suoi capi popolo, i suoi personaggi contro, qualunquisti e quindi di successo. Di questi personaggi ne sono sorti molti, il peggiore è senz’altro il comico fallito, fulgido esempio del qualunquismo più becero e populista, poi di seguito troviamo i vari giornalisti duri e puri con la faccia da bravi ragazzi, ancora qualche vecchio politico becero trombone degli scioperi della fame a cornetti e cappuccini, (qualunquista della prima ora, allevatore provetto di batterie di qualunquisti), poi ancora ci sono i referendari ad oltranza, quelli che farebbero un referendum pure per gestire le file davanti ai bagni pubblici, populisti piagnoni in cerca di visibilità, e tanti altri ancora. Un manipolo di qualunquisti che cavalcando l’insoddisfazione popolare, la scarsa capacità critica del «cittadino medio», in grado di ribellarsi solo se gli si toglie il campionato di calcio, «L’isola dei famosi» o «Un posto al sole», si sono auto proclamati, con il consenso del capitalismo, salvatori della patria, creando però delle pericolose realtà, che troppo da vicino ci ricordano l’idea dell’uomo forte, che all’italica cultura è sempre piaciuto troppo. «Massa Critica è un Ossimoro» è un gesto contro la pericolosa deriva populista che il comico fallito e tutti gli altri capetti autoproclamati, stanno alimentando. Ma è anche un gesto per dire che è necessario riappropriarsi del nostro senso critico, per far capire che, d’accordo una classe politica può pure essere tutta corrotta, ma questo significa che la società che rappresenta è corrotta, significa che forse c’è bisogno di una vigorosa sterzata culturale per riaffermare la politica come sintesi etica e culturale della convivenza sociale, in un sistema agonizzante che per difendersi non ha altra scelta che allungare l’agonia affidandosi appunto al qualunquismo e ai suoi prodi paladini.
Anonima di-chi-sì-lu-son


A proposito di anonima di-chi-sì-lu-son
[…] Il compito del gruppo precede la pratica di neosituazionisti, come gli Adbusters, e propone una critica dura alla società dello spettacolo, ponendosi come una delle novità più interessanti dell’agire politico nel campo della comunicazione. Gli Anonima… figurano fra i fondatori e i collaboratori di una WebZine chiamata www.eadessovediamo.org e ormai sviluppano da parecchi anni una serrata critica contro il cieco comportamento consumista, indotto dalle più bieche forme del pubblicitario. In quest’ottica essi tendono a smascherare, inoltre, anche i luoghi comuni della moda no-logo, che nel frattempo si è fatta assorbire come una piccola strategia di advertising, nascosta dietro alla giustificazione «dell’errore di sistema». Gli Anonima… sono più irruenti della moda dei culture jammers, essi non aspirano a divenire dei sabotatori culturali, ma si ritengono dei riparatori che agiscono contro ciò che la Grande macchina del Capitale ha rotto e frantumato. In effetti, chi si propone come ecologista della mente, più che aggredire e distruggere, dovrebbe tendere a riparare e a far durare. Alla fin fine, il provincialismo italiano ed europeo, anche nel caso della pratica delle controculture, si mostra in maniera banale e riverente nei confronti dei modelli americanisti. Infatti, gli Anonima… denunciano e sono consapevoli del fatto che, molto prima che i nostri buoni curators si mettessero a «spippolare in rete», registrando la facile apologia degli Adbasters et company[1], vi sono da ricordare altre esperienze legate al medialismo, come la genealogia e la pratica delle imprese mediali e dei gruppi di assalto analitico al sistema della rete, come StranoNetwork ed altri infiniti compagni di strada che metterebbero in crisi persino lo schematismo della moltitudine, configurato dalla generica teoria di Negri/Hardt.
di Michael Weinstein (tr. it. di Julien Lemmurr)


Anonima di-chi-sì-lu-son è un progetto a nome collettivo nato il primo gennaio del duemila ereditando l’esperienza di Ultrash progetto di confineche alla stessa data esauriva il suo percorso.

Tra le produzioni di anonima di-chi-sì-lu-son, oltre alle scritture, ai c/print, alle pitture su tela ricordiamo i Video:

  • «Made in H»   (corto 2000)
  • «Made in Acca»   (corto 2001)
  • «Di come l’arte molti suoi orgogliosi autori e certa sua disperata cultura non hanno più senso all’ora dura» (film 2002)
  • «I nativi americani: cultura, diritti e lotte dentro e fuori le riserve» (video intervista a Silvia Baraldini condotta da Sandro Portelli) auto produzione con il Casale Podere Rosa e La Camera Blue (2003)
  • «Frammenti di Comizi Sfiniti dall’Arte» (documentario 2005)
  • «Car, Je Est un Autre» (videopoema 2005), con Teatri OFFesi
  • «Un Saggio sulla Videoart – taccuino d’appunti» (documentario 2007)

Anonima di-chi-sì-lu-son è tra i fondatori della Net Criticalzine eadessovediamo.org.

Ha partecipato all’organizzazione di:

  • Ma l’amore mio non muore, movimenti di ieri e di oggi a confronto con l’industria culturale, Roma 03
  • Transiti Orizzontali, Galeata (Forlì) (05) (06)
  • nella mostra «Media.comm (unity)/comm.medium» ha curato il Laboratorio Polilab01, Sassari (03)

Tra le mostre e le performance:

  • Arte Video TV Rassegna internazionale di VideoArte Bologna 2000
  • nella sezione “Schiacciati sotto lo schermo” a cura di Gabriele Perretta
  • Officine senza nome, Terracina 2000 a cura di Gabriele Perretta
  • Comunita’ Acefale ed esperienza del limite…, Installart Caserta ’01 a cura di Gabriele Perretta
  • Salon Privé Arti Visive, Roma 01
  • Cum-Art, La Giarina Verona 01/02 a cura di Gabriele Perretta
  • Incontri a Rialto, Rialto Sant’Ambrogio Roma 02
  • Nel Tempo dell’Adesso, Cen. Cult. Le Cappuccine Bagnacavallo (Ra) a cura di Gabriele Perretta
  • «Sorite» Immagini al Portico, Satura Genova 03 a cura di Gabriele Perretta
  • RomaPoesia, Roma (95) (97) (98) (01) (03)
  • Media.comm (unity)/comm.medium, Masedu Sassari 04 a cura di Gabriele Perretta
  • S.Finiti dall’arte, Antico Palazzo della Pretura Castell’Arquato (Pc) 04 a cura di Gabriele Perretta
  • Omaggio a James Joyce, Antico Caffè San Marco Trieste ’04 coordinamento Massimo Medica
  • Tris.Com(unity), No-art, no-author, no-name, galleria Installart Caserta ’05 a cura di Gabriele Perretta
  • Blog On Arthur Rimbaud, Rivara ’05 a cura di Gabriele Perretta
  • Videofusion1, Galleria studio.ra Roma 07 a cura di Gabriele Perretta

NOTE
[1] Che si presentano come il «network di artisti, attivisti, imprenditori ecologici, maestri di alfabetizzazione mediatica, agitatori, ecofemministe»


 

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