Correspondances des sens, Fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti da Vito Riviello

Vito Riviello
Galleria studio.ra contemporanea
presenta | presents
Correspondances des sens
Fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti da Vito Riviello
Paesaggi di Passaggio
Sabato, 4 Ottobre, dalle ore 18,30 alle 21,00
evento promosso dall’Associazione AMACI
L’esposizione fotografica di Giuliana Laportella continuerà fino al 25 Ottobre, da lunedì a sabato compreso, dalle ore 17 alle 20,30
Nella Giornata del Contemporaneo del 4 Ottobre 2008, in occasione del grande evento promosso dall’Associazione AMACI, e dell’iniziativa dedicata all’arte contemporanea: ROMA – ART WEEKEND, dal 10 al 12 Ottobre 2008 la Galleria studio.ra contemporanea presenta:
Correspondances des sens
Fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti da Vito Riviello
Esposizione di opere fotografiche e dibattito con gli Autori.
Giorno e ora del 1° incontro con i due Autori:
Sabato, 4 Ottobre, dalle ore 18,30 alle 21,00
evento promosso dall’Associazione AMACI
Giorno e ora del 2°e 3° incontro con i due Autori:
Venerdì, 10 e Sabato 11 Ottobre, dalle ore 21,00 alle 24,00
iniziativa dedicata all’arte contemporanea ROMA – ART WEEKEND
Un servizio gratuito di navette collegherà i diversi spazi che aderiscono a ROMA – ART WEEKEND
L’esposizione fotografica di Giuliana Laportella continuerà fino al 25 Ottobre, da lunedì a sabato compreso, dalle ore 17 alle 20,30.
“La commistione di discipline artistiche autonome, ma unite da nuovi sensi, caratterizza in particolare la scrittura italiana contemporanea. Questo fenomeno si e’ verificato grazie agli auspici del grande Charles Baudelaire ed in seguito all’avvento della psicanalisi, che ha trasferito l’inconscio nella realta’, dialetticamente, contaminandola.


Vito Riviello nato a Potenza nel 1933 è considerato il continuatore della poesia giocosa in Italia (da Cecco Angiolieri, Burchiello e Berni), la critica più recente lo annovera tra i poeti più originali del secondo Novecento. Tra le opere più indicative Assurdo e Familiare, pref. Giulio Ferroni, Ed. Manni 1997; Plurime Scissioni, pref. Francesco Muzzioli, Ed. Pagine, 2001; Livelli di Coincidenza, post. faz. Gabriele Perretta, Ed. Campanotto, 2007.


Giuliana Laportella nata a Roma nel 1975, ha lavorato nel cinema e nel teatro come scenografa e costumista.
La fotografia acquisisce una priorità espressiva di primaria importanza, dopo aver partecipato a mostre collettive a Roma e Parigi, pubblica nel 2007 un libro multimediale da lei curato, sulla Praga di Kafka (Lettera non scritta, Edizioni La Camera Verde, Roma).


Fotofonemi
Con Giuliana, in arte fotografa, io Vito, in arte poesia, scambio volentieri parole sul profondo.
Cerchiamo compenetrazioni d’animo, all’insegna di eccipienti creativi che rappresentano emblematicamente un’ipotesi costante di gruppo in fieri di cultura multimediale e, ieri diceva il grande Charles Baudelaire un’indagine critica sulla correspondances des sens.
Dai nostri dialoghi deriva quasi sempre un atto genetico d’invenzione estetica.
Giuliana s’è accorta qualche mese fa che alcuni aspetti della sua ricerca fotografica somigliavano, attraverso l’equivalenza formale, ad operazioni di composizioni poetiche.
M’ha chiesto di definire questi aspetti, siamo arrivati a definire i suoi scatti: versi originati da liberi fonemi, da cui sono nati i Fotofonemi. Poemetti in versi fotografici ispirati al mondo cosistico del Superfluo, rivelatosi emarginato ed escluso da spietate leggi mercantili.
Ma quello che ci ha sorpreso di più, è che ho tradotto i suoi scatti come da veri e propri poemi.
Operazione baudelairiana riuscita.
Arte unitaria e osmotica, non solo multimediale.
Vito Riviello


Fotofonemi
La poesia è all’angolo di ogni porta,
è lo spiraglio di un anfratto
l’avamposto del normale.
E’ una vernice sbiadita dal sole
o da un graffio casuale,
può essere un ombrellone,
un’improvvisazione di una nota
o dentro un notes;
è un esercitazione di un modo di dare,
del mondo da fare.
La poesia ferisce accarezza
e sorprende tutti i sensi.
E’ nel metrò come nei bistrot,
si mangia e beve,
si sente si guarda.
La traduzione diviene arte.
Proprio ora e qui in queste pagine
vestite di bianco e nero
i fotofonemi
spogliano le versioni di visioni
evocando versi estroversi.
Un po’ e sia!
Giuliana Laportella

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