Gianfranco Sergio, 2006 | 2008

Installazione
La mostra terminerà giovedì 18 settembre con un evento conclusivo a partire dalle 18.30
28 agosto – 18 settembre 2008
Inaugurazione: giovedì 28 agosto, ore 18,30
Periodo: dal 28 agosto al 18 settembre 2008
Testi di: B. Martusciello, E. Di Mauro e una poesia di G. R. Manzoni
Catalogo: in galleria
Orari: 17- 20,30, chiuso festivi.
L’artista nato nel 1961 a Rende, in provincia di Cosenza, vive e lavora a Como esponendo in Italia e all’estero.
In questa personale romana è allestito un ciclo di opere di medio e grande formato prodotto in circa tre anni dove la pittura e la figurazione sono protagonisti assoluti…
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Le strane storie di Gianfranco Sergio
di Barbara Martusciello
La necessità di recuperare la pittura, reagendo a una ricerca che si era chiusa verso un’attitudine concettuale, comportamentale, performativa, processuale e minimalista, dove, pertanto, la pittura-pittura, quando era palesata, rientrava in quell’ampio ed esclusivo spettro analitico, si fece urgente un po’ ovunque nell’ambito delle arti visive…
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Le allegorie di Gianfranco Sergio
di Edoardo Di Mauro
Un’opera caratterizzata dall’uso dello strumento pittorico come quella di Gianfranco Sergio trova il suo esatto inquadramento nella stagione attuale, all’interno di cui è in grado di offrire un contributo di non trascurabile originalità…
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Scalata al cielo
Poesia di Gian Ruggero Manzoni
dedicata a Gianfranco Sergio
Per ambizione di sangue
la scalata al cielo
diviene prova d’iniziazione.
Dal metallo allo spago
un servirti del mondo quotidiano
per affrontare Dio e gli dei.
Ti dissi: “Siamo presuntuosi,
ma il senso di sfida ci scagiona,
così fu per Prometeo o per colui
che del fuoco fece il sogno”.
Tu rispondesti: “Parlai di noi
con gli angeli e i piloti,
con gli aviatori e gli eroi.
Parlai di noi…
ed ebbi la loro benedizione”.
La nostra personalità sociale
è una creazione della volontà e del
comprendere l’altrui bisogno.
Si è per gli altri, quali esempi
di un lottare perenne e, a volte,
stolto… ma si continua a fare per
non perdere la rabbia dell’abitudine.
I gran signori sono le uniche persone
da cui si può apprendere,
come dai nomadi o dai viaggiatori.
Il rispetto per l’uomo sensibile
e guerriero, ma senza blasone,
nasce nel petto della nobiltà
e ciò rende vana ogni rivoluzione.
Chi è – è, fino dal suo esordio,
e porta in capo la corona.
La tradizione del futuribile
accosta gl’individui che hanno
la medesima ragione.
In sorte ci fu il malessere
e l’insofferenza, tipica del predone.
In eredità ci fu lasciato il mantello
di sacco e il pugnale della comunione.
“Dai l’avvio ai motori”,
gridai allora,
“che l’azione ci attende e ci conduce!”.
The exhibition will end on Thursday, the 18th of September at 6.30 p.m. with event
28 august – 18 september 2008
Inauguration: Thursday, 28 August, 06.30 pm
Period: 28 August – 18 September 2008
Texts by: B. Martusciello, E. Di Mauro and a poem by G. R. Manzoni
Catalogue: in the art gallery.
Opening times: 05.00- 08.30 pm, closed on holidays.
The artist, who was born in Rende (Cosenza) in 1961, lives and works in Como, exhibiting his works both in Italy and abroad. This Roman personal exhibition presents a cycle of medium and large format works where painting and figuration play the absolute protagonists…
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The strange stories of Gianfranco Sergio
by Barbara Martusciello
The need to recover the art of painting, originating from a search that had been closed towards a conceptual, behavioural, performance, procedural and minimalist aptitude, where, consequently, the painting-painting, when it was revealed, was part of that ample and exclusive analytical spectrum, becoming urgent just about everywhere in the world of visual arts…
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The allegories of Gianfranco Sergio
by Edoardo Di Mauro
A work with the extraordinary pictorial techniques
of Gianfranco Sergio finds its perfect collocation
in the current season,
to which it is able to contribute a considerable dose of originality…
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A climb to the heavens
Poem by Gian Ruggero Manzoni
dedicated to Gianfranco Sergio
A blood-fuelled ambition – a climb to the heavens
becomes an initiation rite.
From metal to rope
tools from everyday life
to face God and the gods.
I say to you: “We are conceited, but the sense of
challenge exonerates us, and so it was for Prometheus or for
he who made fire his dream”.
Your answer: “I spoke of us with the angels and
the pilots, with the aviators
and the heroes. I spoke of us…
and I had their blessing”.
Our social personality
is created out of man’s understanding
of other peoples’ needs.
We are, for others, examples of
a perennial struggle and, at times,
foolish…but we continue to do so
to avoid losing our customary rage.
Great men are the only
people we can learn from, just like from nomads or travellers.
Respect for the perceptive man with a warrior’s heart,
who was born from the breast of nobility
but without a coat of arms,
making every revolution vain.
Whoever exists – exists,
until he makes his debut
and the crown is placed upon his head.
The tradition of the feasible
draws near to individuals that have
the same rationale.
In fate there was malaise
and intolerance, typical of the plunderer.
The sackcloth cape and the dagger
of communion were left as our inheritance.
“Start the engines!”,
then I cried,
“may the deed that awaits us
lead the way!”.

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